Il gioco

La corsa delle carriole
La corsa delle carriole - festa patronale
ottobre 1945

I bambini giocavano all’aria aperta e molti erano i passatempi.

D’inverno facevano la battaglia con le palle di neve; formavano una cupoletta e costruivano un grosso pupazzo, scivolavano sulla neve ghiacciata davanti alla Chiesa parrocchiale.

Ascoltavano le favole che le nonne raccontavano durante le lunghe sere trascorse nelle stalle, riscaldate dal fiato delle mucche e illuminate dalla lucerna a petrolio.

In primavera e in estate invece i ragazzi giocavano in piazza o nel cortile dell’oratorio; facevano capriole, la “saltacavallina”, giocavano alla "lippa", alla biglia, alle bocce, con le figurine oppure con un pallone realizzato dalle nonne con gli stracci.

S'ciapapugnàtt - festa patronale
S’ciapapugnàtt - festa patronale
ottobre 1945

In campagna i bambini si divertivano a usare le fionde per lanciare sassi e si arrampicavano sugli alberi in cerca dei nidi di merlo. Nuotavano nel canale e saccheggiavano gli alberi da frutto di nascosto. Utilizzavano anche giocattoli costruiti da loro: con la carta confezionavano barchette, siluri ed aerei, farfalle e festoni colorati; con un pezzo di ramo di salice o con il fusto di granoturco realizzavano uno strumento musicale a fiato; sagomavano turaccioli o pezzi di legno e creavano carretti.

Erano numerosi anche i giochi preferiti dalle ragazze: girotondo, “mosca cieca”, la “bella lavanderina”, la “pollaiola”, il “campanone”, “topolino”, “è arrivato un bastimento”, “palla prigioniera”.

Gli uomini adulti, invece, si divertivano soprattutto la domenica quando si recavano all’osteria e giocavano a carte: alla briscola, a tressette e a scopa; ma si dedicavano anche al gioco della “morra” e alla “rana”.